Tra cantine, ville, chiese, storia, gastronomia
e paesaggi unici.
Eccoci nelle terre del Soave.
L'itinerario, che si snoda tra aziende, punti vendita, ristoranti, attrattive
storiche ed ambientali, si apre a Soave.
La cittadina medievale è racchiusa in una intatta cinta muraria che
risale fino alla cima del colle sovrastante
dove svetta il Castello.
Soave, già presidio romano, come raccontano l'impianto viario esistente
e la centuriazione del territorio circostante, fu quasi certamente rifondata
dagli Svevi giunti al seguito dei Longobardi e fortificata dagli Scaligeri.
Il forte sentore di arte e storia non è testimoniato solo dalla struttura
muraria, ma dall'intero tessuto urbano, che conserva ancora il duecentesco Palazzo
San Bonifacio, il quattrocentesco Palazzo Cavalli in stile gotico veneziano,
la prospiciente Chiesa di San Lorenzo, fondata nel '30 e riedificata nel 700.
Da ammirare anche il bel Palazzo di Giustizia, ancora oggi sede della magistratura
locale, e l'altrettanto notevole Palazzo Scaligero, ieri sede dei governanti
veronesi, quindi dei Capitani della Serenissima e oggi, dopo un accurato restauro,
del Municipio. Evidente risulta quindi la funzione di governo civile che aveva
ispirato la sua costruzione. La Strada esce dalla porta Nord di Soave e subito
svolta verso Est passando il ponte sul Torrente Tramigna. Percorre tra i vigneti
il lungo rettilineo della strada provinciale n° 37 fino alla graziosa frazione
di San Vittore caratterizzata da un'imponente parrocchiale che si distingue
per l'elegante e longilineo campanile, e da alcune antiche ville patrizie private.
Da qui risale per una suggestiva strada panoramica verso Colognola ai Colli
in loc. Monte. Colognola è un delizioso centro abitato disteso sulle
ridenti colline del Soave, posta all'ingresso della Valle d'Illasi. Della sua
origine romana, sono testimoni i numerosi reperti archeologici ed i resti di
Villa Spinola, con il suo bel parco oltre alla seicentesca Villa Peverelli.
Usciti dall'abitato del Piano di Colognola ai Colli in località Decima
si incontra la Strada provinciale della Val d'Illasi. La Strada offre a questo
punto tre alternative: dirigendosi verso Sud, in direzione Caldiero, sono meritevoli
di una visita le Antiche Terme Romane di Giunone, a qualche chilometro sulla
Strada statale 11.
La visita è consigliata in particolar modo nella bella stagione. Proseguendo
invece verso Nord si giunge ad Illasi da cui è possibile riprendere la
Strada. Ultima possibilità quella di dirigersi verso Ovest per proseguire
in località Pieve di Colognola ai Colli l'itinerario consigliato. Qui
è possibile visitare la romanica Pieve di Santa Maria edificata probabilmente
sopra un preesistente tempio dedicato a Mercurio e cristianizzato nel primo
Medioevo.
Da qui la strada giunge per Ca' dell'Ara fino alla località Quattro
Strade dove si offrono due alternative.
La prima consente di proseguire diritti verso San Martino Buon Albergo, con
il casello autostradale di Verona Est, dove merita una visita il Santuario di
San Giacomo. Da qui, svoltando a destra, si raggiunge il paese di Marcellise
dove si trova la famosa Villa "girevole" ossia Villa Girasole, attualmente
in ristrutturazione ma visitabile dal 2005. Proseguendo la Strada prosegue per
Velo Veronese e il Parco Regionale della Lessinia.
La seconda alternativa permette di arrivare a San Pietro di Lavagno, sede comunale
di un insieme di abitati, alcuni addirittura protostorici. Il paese è
contornato da Ville tra le quali spicca la grandiosa cinquecentesca Villa Verità-Montanari,
detta "Il Boschetto" con uno splendido parco all'italiana.
Proseguendo diritti si giunge a Mezzane di Sotto, piccolo paese immerso in
una splendida e verde vallata.
A Mezzane di Sotto si può giungere anche da Marcellise tramite una strada
comunale che attraversa l’arroccato borgo di San Briccio famoso per i
suoi oliveti.
Per chi vuole fare una piccola escursione sui colli, da Mezzane di Sotto la
strada sale verso Mezzane di Sopra e da qui, passando per la località
Capovilla, permette, dopo una impegnativa salita e un ottimo panorama, di giungere
a Tregnago. Il suo castello appare sulla collina che sovrasta il paese a est,
la sua origine è altomedievale ma fu rimaneggiato dagli scaligeri. Rimangono
il mastio pentagonale, le torri e i resti della cinta muraria.
Proseguendo a Nord l’itinerario raggiunge il paese di Giazza culla della
cultura Cimbra Veronese.
Il locale museo dedicata a questa popolazione scesa dal Nord Europa vale sicuramente
una visita.
Tornando a San Pietro di Lavagno, la Strada del Soave ripiega su Illasi passando
per località Biondella e Donzellino. Si guada a questo punto il progno
di Illasi e si punta diritti verso l’antico maniero che sovrasta questo
centro formato dall’aggregazione di antiche ville nobiliari, rimasto pressoché
intatto. Al centro dell’abitato c’è Villa Perez Pompei- Sagramoso,
già sede di governo del feudo, il cui grande parco si estende fino in
cima alla collina dove si ergono le rovine del castello scaligero. Venne edificato,
probabilmente, prima del 1004 e nel 1243 fu occupato da Ezzelino da Romano che
lo rase al suolo dopo averlo strappato ai Montecchi. Furono gli Scaligeri a
ricostruirlo. Danneggiato ancora nei secoli successivi fu infine donato nel
1509 alla famiglia Pompei.
Ad Illasi un’ariosa piazza, su cui si affacciano eleganti il palazzo Municipale
e la parrocchiale, si apre su un suggestivo viale di cipressi “…che
corrono in duplice filar…” su fino alla località Monte. Questa
strada panoramica che si apre sulla Val d’Illasi è un vero e proprio
giardino punteggiato da oliveti centenari che si alternano a vigne e ciliegi.
Arrivati sulla cima del Monte, girando sulla sinistra, è possibile vedere
più da vicino l’antico maniero. Voltando a destra, invece, dalla
sommità del colle si dominano le due vallate di Illasi e del Tramigna,
si scorge il lontano castello di Soave, i Monti Berici e le cime dei Colli Euganei.
La strada si getta quindi a capofitto verso Cazzano di Tramigna e offre suggestivi
scorci bellissimi della "Valle dei ciliegi", straordinaria nel periodo
della fioritura. Serve un po' di attenzione a mezza costa per non saltare la
deviazione sulla destra verso la località San Colombano: qui, immersa
in una splendido verde, si trova una chiesetta del XII secolo che il tempo non
è riuscito a scalfire. Da qui la strada si restringe e continua a scendere
fra i colori del bosco e il verde dei vigneti fino ad incontrare, poco prima
della località Costeggiola, la Strada provinciale che ritorna a Soave.
A questo punto, ideale "giro di boa" dell’itinerario, si consiglia
di proseguire verso Soave fino alla località Carcera e qui svoltare a
sinistra per arrivare ad incrociare la strada più comoda che arrivando
da Soave sale verso Castelcerino e Fittà tra splendenti scorci panoramici.
Castelcerino, prossima tappa della Strada, è raggiungibile anche attraverso
un percorso magari meno agevole ma pur sempre caratteristico: in questo caso
si attraversano località Recoaretto, il centro della frazione di Costeggiola
e si risale via Pigna fino alla località Campagnola.
Tanto a Castelcerino quanto a Fittà si offre l’opportunità
di scendere attraverso impervie strade verso Montecchia di Crosara: l’itinerario
consiglia però di scendere, partendo da Fittà, per la strada del
Castellaro verso Brognoligo, nel comune di Monteforte d’Alpone. Questa
strada, anche se sterrata per circa 1 kilometro offre la possibilità
di ammirare sulla destra alcuni dei cru più famosi del Soave quali Monte
Pressani, Monte Foscarino, Castellaro, Rugate, Ronchetto ed a sinistra la Val
d’Alpone da Roncà a Bolca. Giunti a Brognoligo la Strada del Soave
prosegue per Costalunga e quindi risale verso Nord la Vallata dell’Alpone
fino a Montecchia di Crosara, centro vitivinicolo di notevole importanza nel
cuore della Valle d’Alpone. Da qui la strada piega verso Roncà
e la frazione di Terrossa, poli di cultura Cimbra.
Per chi invece da Montecchia di Crosara vuole proseguire verso nord lungo la
Val d’Alpone, incontrerà San Giovanni Ilarione. Il paese si trova
ai piedi della Lessinia e rappresenta un ottimo punto di partenza per raggiungere
il Parco Regionale passando da Vestenanova e Bolca per giungere fino a Campofontana.
Bolca rappresenta uno dei centri di maggiore importanza della Lessinia. Il Museo,
che espone fossili di oltre 50 milioni di anni fa, attira ogni anno migliaia
di visitatori e studiosi sa tutto il mondo.
Tornando a Costalunga, da Brognoligo è anche possibile scendere direttamente
a Monteforte attraverso località Monti e via Corvia.
Nel centro del paese troneggia l’imponente parrocchiale di Santa Maria
Maggiore con la sua facciata neoclassica e l’altissimo campanile, visibili,
entrambe, a grande distanza. A pochi passi dalla chiesa merita una visita il
quattrocentesco Palazzo Vescovile fatto erigere nel 1453-71 dal vescovo di Verona
Ermolao Barbaro e ingentilito da un suggestivo chiostro. Anche Monteforte fu
posto fortificato ai tempi dei romani e nel X secolo vi fu eretto un castello,
su cui resti è stata costruita nel XIV secolo la chiesetta di San Antonio
Abate, visibile sulla collina sovrastante. La Strada prosegue dalla chiesa della
Madonnina, che apre a Sud l’abitato di Monteforte, e si dirige lungo la
via dei Cappuccini e via San Lorenzo verso Soave.
Suggeriamo di estendere l’itinerario fino alla località Villanova
di San Bonifacio, qui merita senz’altro una visita la splendida Abbazia
di San Pietro. Il rientro è quindi a Soave.